STORIA

CIRÒ MARINA

 

CIRÒ MARINA. Comune italiano della provincia di Crotone, in Calabria. La cittadina, sviluppatasi sulla costa ionica dell’alto crotonese e sull’area dell’antica colonia della Magna Grecia, Krimisa, è oggi il secondo comune più densamente popolato (364,8 ab./km²) della provincia. Fino al 1952 ha fatto parte del comune di CiròPer la bellezza del mare e la qualità dei servizi balneari è da molti anni una meta turistica rinomata, ottenendo la Bandiera Blu e la Bandiera Verde delle spiagge. La città è nota per il vino Cirò DOC ottenuto dai vigneti composti dal vitigno Gaglioppo, per le Clementine di Calabria, prodotto IGP. Cirò Marina è Città del Vino dal 2000. Lo stemma ideato da Emilio Frangone, noto artista locale, è diviso in due parti: il primo bianco con la testa di Bacco al naturale, posta di profilo; il secondo rosso con il tripode d’oro. Sotto lo scudo, su lista rossa con le estremità bifide svolazzanti, in caratteri maiuscoli romani in nero: Mari Felix Meroque. I colori utilizzati per il fondo richiamano il vestito degli antichi greci-italioti: il bianco ricorda la tunica, il granato il caratteristico mantello. L’iscrizione, Mari Felix Meroque, di Mons. Antonino Terminelli, celebra la ricchezza della zona il cui vanto è costituito dal mare e dal vino. Al vino rimanda anche la figura di Bacco, la cui capigliatura è formata da grappoli d’uva. Il tripode, invece, è un omaggio allo spirito sportivo che animò la cittadina fin dal suo primo sorgere.

LE ORIGINI E LA GLORIA DI KRIMISA. Ai tempi della Magna Grecia nel suo territorio sorgeva una colonia greca, denominata Krimisa o Cremissa, il cui sito esatto resta ancora oggi un enigma nella storia, tanto che alcuni studiosi ritengono che con questo nome si designasse, più che una città, un territorio. Il territorio cirotano, grazie alla sua posizione geografica, ha registrato nel corso dei secoli la presenza costante dell’uomo. Un lembo di terra, Punta Alice, si spinge infatti gradatamente nel mare, costituendo il punto estremo del golfo di Taranto. Nell’antichità, per questa sua felice posizione, aveva un importanza molto rilevante per la navigazione. Era un punto di facile approdo per chi veniva dall’Oriente e dalla Grecia. L’importanza di Krimisa nell’antichità è derivata dalla presenza nel suo territorio del santuario dedicato ad Apollo Aleo. Del tempio di Apollo oggi si possono ammirare nei pressi di Punta Alice solo le fondamenta. La vicinanza poi di Cremissa a Crotone creava tra le due città vincoli di amicizia e di sudditanza, che si affermavano in patti di complementarità e sussidiarietà e si confermavano in un sistema di flussi e di riflussi non solo sul campo economico e militare, ma soprattutto nei settori della cultura. Cremissa, che politicamente subì in un primo tempo l’influsso egemonico della grande Sibari, quando l’armata crotoniate, al comando di Milone, ne distrusse la potenza e la grandezza passò quasi per inerzia sotto l’influenza politica, economica e militare di Crotone. Le ricerche archeologiche hanno confermato che nell’antica Krimisa gli abitanti erano dediti alla vitivinicoltura. La coltura della vite a Krimisa fu praticata sin dagli albori della storia e di generazione in generazione fu tramandata ai posteri, come rito sacro. La vite era sacra a Dioniso e a questa divinità Krimisa aveva dedicato un tempio, costruito in legno, e probabilmente sito nell’attuale contrada Brisi.

 

Bibliografia (fonti):

  1. Wikipedia Cirò Marina https://it.wikipedia.org/wiki/Cirò_Marina
  2. Storia di Cirò Marina di Antonio Terminelli, Edizioni Eliotip